Arresti e denunce dei carabinieri nel week end a Bologna

Inserito il 17-03-2008 ~ 17:05 da Redazione


Bologna - Sabato sera i militari del Radiomobile sono dovuti intervenire in via Stalingrado, alla periferia del capoluogo, perchè un marocchino 40enne, regolare e già noto alle forze dell'ordine, in evidente stato di alterazione alcolica si era seduto sullo spartitraffico con le gambe sulla strada. Così facendo ha obbligato numerosi automobilisti a brusche sterzate per schivarlo.



Alla vista dei militari che lo hanno invitato a spostarsi ha reagito con insulti, calci e pugni e per questo è stato arrestato per resistenza e lesioni finalizzate alla resistenza a pubblico ufficiale e ubriachezza molesta.

Due moldavi di 47 e 21 anni, pure loro noti alle forze dell'ordine, sono stati arrestati per tentata rapina aggravata in concorso. Sabato sera hanno aggredito i due gestori bengalesi di un negozio di alimentari di via Santo Stefano, nel centro di Bologna, per impossessarsi di alcune lattine di birra. I bengalesi, un 40enne e un 31enne, sono poi ricorsi alle cure dei sanitari dell'ospedale Sant'Orsola.

I militari del Radiomobile hanno denunciato per tentato furto una donna italiana incensurata di 52 anni, addetta alle pulizie del negozio Oviesse di via Carnacini. Dopo il suo turno di servizio ha cercato di uscire dal negozio dopo aver nascosto una maglietta tra i suoi panni sporchi. In casa aveva numerosi capi d'abbigliamento sempre presi dallo stesso esercizio commerciale di cui non ha saputo dimostrare la proprietà.

Denunciato pure un marocchino di 20 anni per il tentato furto di due magliette dal negozio Upim di via Larga.



fonte http://www.bologna2000.com/

Blitz nei terminal del traffico moldavo

Notizia inserita il 17/3/2008

La Finanza sequestra alcol e tabacco di contrabbando


Per la seconda volta gli uomini della compagnia della Guardia di Finanza di Ferrara hanno eseguito un blitz nei luoghi dove ogni fine settimana giungono e ripartono carichi di merci e di persone i furgoni provenienti dalla Moldavia.

Lo scorso sabato i finanzieri si sono appostati nei due “terminal” di Ferrara - il parcheggio di Ingegneria e la piazza del Barco - in attesa che i piazzali si riempissero dei mezzi pesanti in arrivo dal paese dell’Est Europa e delle persone che dovevano ritirare o consegnare dei pacchi.

Come già accaduto nel precedente blitz, anche questa volta non sono mancati alcuni momenti di concitazione subito sedati dai finanzieri presenti in forze.

Al termine dei due interventi, durante i quali sono stati controllati uno per uno i pacchi in arrivo ed in partenza caricati sui 14 furgoni giunti, oltre a 42 extracomunitari identificati, sono stati denunciati 3 moldavi perché trovati in possesso di oltre 50 bottiglie di superalcolici di produzione est-europea, di diverse stecche di sigarette estere di contrabbando, mentre altra merce di sospetta provenienza è stata sequestrata dalle fiamme gialle per accertare la legittimità del possesso da parte dei detentori.

La Compagnia assicura che proseguiranno anche in futuro i controlli estensi sulle merci e sulle persone in arrivo ed in partenza per la Moldavia dai “terminal” cittadini, per evitare che possano diventare punti di destinazione e di partenza di merci e di traffici illeciti

(estense.com) Ferrara. Blitz nei terminal del traffico moldavo


fonte http://www.estense.com/

Maxi rissa in treno: in 5 all'ospedale Un 20enne moldavo è gravissimo

Lo scontro è iniziato per cause ancora da precisare, quando un gruppo di giovani napoletani ha aggredito alcuni coetanei moldavi. Il convoglio si è fermato alla stazione di Pesaro per consentire i soccorsi al giovane ferito



Pesaro, 10 marzo 2008 - Una rissa in treno ha mandato in ospedale cinque persone, una delle quali con la faccia spaccata da pugni e calci. E’ un giovane moldavo di 20 anni. La prognosi è riservata. Dovrà essere ricucito in varie parti del volto.



E’ accaduto l’altra notte, intorno all’una, sulla tratta ferroviaria Fano-Pesaro. Per cause imprecise, un gruppo di giovani napoletani ha aggredito dei moldavi ma nella rissa si sono aggiunti anche dei foggiani e alcuni albanesi. C’è stato un fuggi fuggi degli altri passeggeri, molti dei quali erano diretti a ballare al Cocoricò. Ma nel giro di pochi minuti, il treno si è fermato alla stazione di Pesaro dove il giovane moldavo è sceso sanguinante accompagnato da alcuni amici che lo hanno portato direttamente in ospedale.



Qui i medici gli hanno riscontrato le conseguenze dei pugni e dei calci, con tagli provocati dalle botte ricevute. Appena arrivato in ospedale, insieme altri quattro amici che avevano ferite meno gravi, sono stati avvisati gli agenti di polizia per far chiarezza su quanto avvenuto.



E intanto ieri notte in una discoteca di Misano, una ragazza di 23 anni di Marotta è stata colpita al volto dalle schegge di una bottiglia che un ubriaco aveva rotto in testa ad suo amico. Una scheggia di vetro ha provocato un taglio al labbro della ragazza, che ha fatto ricorso alle cure mediche.

fonte http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/

Un visto gratuito per i parenti dei cittadini moldavi

L'accordo firmato nel mese di novembre 2007 tra l'Unione Europea e la Repubblica Moldova sulla facilitazione del rilascio dei visti in favore dei cittadini moldavi dovrebbe rendere molto più facile l'ingresso nell'intera UE dei parenti di moldavi che vi risiedono legalmente.
In particolare viene snellita la procedura per il rilascio dei visti e ridotta ad una semplice richiesta la documentazione da presentare alle autorità consolari degli stati membri dell'UE. Per alcune categorie di persone, tra queste anche i parenti dei moldavi che si trovano nell'UE, il visto viene rilasciato gratuitamente, mentre per altre il costo è ridotto da 60 € a 35 €. Rimane fermo l'obbligo della prova della sufficienza dei mezzi di sussistenza. La tabella è pubblicata sul sito della Polizia di Stato.

Di seguito un estratto dell'accordo e la documentazione necessaria per richiederne il rilascio:

- per i parenti stretti -coniugi, figli (anche adottivi), genitori (anche tutori), nonni e nipoti- in visita a cittadini moldovi regolarmente soggiornanti nel territorio degli Stati membri:
una richiesta scritta della persona ospitante;
- per gli studenti di scuole inferiori e superiori, di università o corsi post-universitari e per i docenti accompagnatori che effettuano viaggi di studio o di formazione, anche nell’ambito di programmi di scambio o di altre attività scolastiche/ accademiche:
una richiesta scritta o un certificato di iscrizione dell’università, collegio o scuola ospitante, o una carta dello studente o un certificato attestante i corsi da frequentare;
- per i partecipanti a eventi sportivi internazionali e le persone che li accompagnano a titolo professionale:
una richiesta scritta dell’organizzazione ospitante: autorità competenti, federazioni sportive nazionali o comitati olimpici nazionali degli Stati membri;
- per i partecipanti a programmi di scambi ufficiali organizzati da città gemellate e altre località:
una richiesta scritta del capo dell’amministrazione/sindaco di tali città o altre località;
- per le persone in visita per cerimonie funebri:
un documento ufficiale attestante il decesso e il sussistere di un vincolo di parentela o di altro tipo tra il richiedente e la persona deceduta;
- per le persone in visita a cimiteri militari o civili:
un documento ufficiale attestante la sussistenza e la conservazione della tomba, nonché l’esistenza di un vincolo di parentela o di altro tipo tra il richiedente e la persona sepolta;
- per le persone in visita per ragioni mediche e i necessari accompagnatori:
un documento ufficiale dell’istituto di cura attestante la necessità di cure mediche presso quell’istituto e la necessità di essere accompagnati, e la prova della sufficienza dei mezzi finanziari per pagare il costo delle cure mediche.

La richiesta scritta deve indicare:
a) per la persona invitata: nome e cognome, data di nascita, sesso, cittadinanza, numero del passaporto, durata e finalità del viaggio, numero di ingressi e eventualmente nome del coniuge e dei figli che la accompagnano;
b) per la persona che invita: nome, cognome e indirizzo;
c) per la persona giuridica, la società o l’organizzazione che invita: denominazione completa e indirizzo, nonché
- se la richiesta è emessa da un’organizzazione o da un’autorità, nome e funzione della persona che firma la richiesta;
- se la persona che invita è una persona giuridica o una società, un loro ufficio o una filiale avente sede nel territorio di uno Stato membro: numero di iscrizione nel registro previsto dalla normativa nazionale dello Stato membro interessato.
Per le categorie di persone di cui punto precedente, tutti i tipi di visto sono rilasciati secondo la procedura semplificata senza che siano necessari altri inviti, convalide o giustificazioni della finalità del viaggio previsti dalla normativa degli Stati membri.


Rilascio di visti per più ingressi
Le rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri rilasciano visti per più ingressi validi fino a cinque anni anche categorie di persone:
- coniugi e figli (anche adottivi) di età inferiore a 21 anni o a carico, e genitori (anche tutori) in visita a cittadini moldovi regolarmente soggiornanti nel territorio degli Stati membri, con validità limitata alla validità dell’autorizzazione di soggiorno regolare di tali cittadini;
- imprenditori e rappresentanti delle organizzazioni di categoria che si recano regolarmente nel territorio degli Stati membri;
- giornalisti

I diritti per il trattamento delle domande di visto dei cittadini moldovi ammontano a 35 EUR.

Il visto viene rilasciato gratuitamente, tra le altre, anche alle seguenti categorie di persone:
- parenti stretti -coniugi, figli (anche adottivi), genitori (anche tutori), nonni e nipoti- di cittadini moldovi regolarmente soggiornanti nel territorio degli Stati membri;
- disabili ed eventuali accompagnatori;
- persone che hanno documentato la necessità del viaggio per motivi umanitari, inclusa la necessità di ricevere trattamenti medici urgenti (nel qual caso l’esonero è esteso agli accompagnatori) o di partecipare al funerale di un parente stretto o di visitare un parente stretto gravemente malato;
- partecipanti a programmi di scambi ufficiali organizzati da città gemellate e altre località;
- giornalisti;
- minori di anni 18 e figli a carico di età inferiore a 21 anni;
- pensionati;

per saperne di più fonte http://www.moldweb.eu

Venezia - Permesso di soggiorno per motivi umanitari alla donna moldava irregolare

Rischiare la vita per essere accolti nella "comunità nazionale"?
Il caso dell’assistente familiare (cosiddetta “badante”) Victoria, che a causa del monossido di carbonio ha rischiato la propria vita per salvare l’anziana signora da lei stessa assistita, ha fatto scalpore su tutti i quotidiani locali e ha messo in moto una serie di interventi e prese di posizioni da parte non solo della Prefettura ma anche del Comune della città, della Cgil veneta, delle associazioni che si occupano di immigrazione e dei singoli cittadini.

In questi giorni viene da dirsi anche quanto opportunismo ci sia dietro al silenzio, in questo caso, del lavoro di cura, il “welfare nascosto” che migliaia di famiglie italiane utilizzano per la mancanza e l’inefficienza del sistema formale di welfare e con la risoluzione di problemi a costi ragionevoli. Il caso di Victoria ha invece fatto eco e per l’ennesima volta ci ha mostrato un congegno che si nutre dell’invisibilità dei migranti.

Poco dopo l’accaduto il sottosegretario all’interno M. Lucidi, attraverso un comunicato stampa, ha chiesto l’approfondimento del caso della signora moldava, sottolineando “quanto sia necessario prevedere per legge il riconoscimento di uno speciale permesso di soggiorno agli immigrati irregolari che dimostrano un elevato senso civico e lo spirito di appartenenza alla comunità nazionale”.

Ma si tratta veramente di premiare qualcuno?
Qual’è e come si misura l’elevato senso civico in base al quale si decide per una donna o uomo la disponibilità ministeriale di farla/o soggiornare in Italia?
È quello di essere docili, servili e assoggettati a leggi ingiuste, è quello di rischiare la vita al lavoro e se accade morirci da irregolari privi di qualsiasi tipo di sicurezza e protezione in ambito lavorativo?
E lo spirito di appartenenza alla comunità nazionale cos’è?
Non è quello di migliaia di lavoratori e lavoratrici che ogni giorno contribuiscono a mantenere viva l’economia nazionale, costretti ad una paga infima e a condizioni di lavoro che spesso rasentano lo schiavismo?
Stiamo parlando di quella appartenenza che li esclude a priori e li costringe all’invisibilità perchè non rientrano nel numero delle quote stabilite dalla roulette del decreto flussi promosso nell’anno? O di un’appartenenza ad una legge che non offre loro nessuna tutela se non quando sfiorano la morte o la sciagura, la menomazione fisica o altra rovina?
Ne abbiamo visti ancora nel nostro paese di questi casi, son successi ad altre donne di cura, agli irregolari sfruttati nei campi di raccolta dell’agricoltura al sud, a chi ha pagato direttamente con la vita o rimanendo ferito nei cantieri edili del sommerso, alle donne vittime della tratta...

Forse dovremmo ridiscutere su un nuovo “senso civico” e su una nuova “comunità nazionale” che da anni si va ampliando. Ridiscutere sul significato reale di questi termini ci fa riflettere sul fatto che nonostante la rigidità della legge Bossi-Fini la comunità si è allargata e molti hanno spinto per riconoscersi in essa attraverso il duro lavoro, l’onestà e la ricerca di migliori condizioni di vita.

Perché continuare con applicazioni restrittive ed esclusive di accesso ai posti disponibili per il permesso di soggiorno? Perché continuare a lasciare nell’invisibilità centinaia di persone che lavorano ed hanno una casa qui? Ormai è sotto gli occhi di tutti ed è anche per questo che la nostra redazione chiede, attraverso una petizione, l’accoglimento di tutte le domande del Decreto Flussi 2007. Perché nessuno sia costretto a rimanere nell’invisibilità, ad essere sfruttato rischiando la vita, perchè sia chi sfrutta queste persone sui nostri territori o chi le sfrutta per farle entrare in Italia ad essere sanzionato.



fonte http://www.meltingpot.org/

La badante arrestata dopo un gesto eroico

Salva una donna, ma è clandestina. In casa c'era stata una fuga di monossido di carbonio

DAL NOSTRO INVIATO
VENEZIA — Martedì scorso al Lido il vento soffiava fortissimo. E la canna fumaria di quel palazzo al numero 5 di via San Giovanni d'Acri spunta di pochi centimetri dal tetto. Forse è andata così, forse le raffiche hanno spinto giù il monossido fino all'appartamento del primo piano. Umberto Viviani è morto nel sonno. Aveva 89 anni. La moglie Angela ha un anno di meno: si è salvata, ma è in coma. Victoria sta bene. È stata lei a chiamare aiuto.
«Ho pensato: ora muoio anch'io ».

Invece è viva, ma rischia di essere rimandata in Moldavia perché quella sera sono arrivati i carabinieri e si è scoperto che non ha il permesso di soggiorno. Victoria è la ragazza che puliva, cucinava e dava una mano in casa. Quattro ore di lavoro al giorno. Umberto e Angela la pagavano 170 euro alla settimana. Tecnicamente non era la loro badante, faceva solo i lavori domestici. In realtà era molto di più. A Victoria la casa piaceva: era grande, poteva usare la macchina da cucire e le amiche di Angela le portavano abiti da accorciare e pantaloni a cui fare l'orlo, perché sapevano che a Chisinau aveva studiato da sarta e ora aveva bisogno di soldi. Poi quei signori la trattavano bene, la chiamavano «tesoro», le dicevano «figlia mia».
Loro un figlio l'avevano messo al mondo, ma è morto in sala operatoria negli anni '60, giovanissimo. Chissà se è per questo che ogni tanto marito e moglie chiedevano a quella moldava di 28 anni di stendersi un po' con loro sul lettone a riposare, parlare, stare insieme. «Io lì mi sentivo bene — dice Victoria —. Erano gentili, mi abbracciavano anche». Se Umberto sentiva che il cuore non andava le domandavano di fermarsi a dormire, per sicurezza, per non stare soli la notte.


Glielo hanno chiesto anche martedì. Poco dopo le undici Victoria si è svegliata per terra, nel suo vomito. Ha sentito che la tv nella stanza matrimoniale era ancora accesa. Ha strisciato fino lì: Umberto non respirava più, la moglie non rispondeva. È arrivata al telefono e ha chiamato l'unico loro parente rimasto, Massimiliano, un nipote. Ora è stesa in un letto del reparto di Cardiologia all'ospedale civile di Venezia. Lo stesso dove Angela è in rianimazione. I giornali l'hanno chiamata «badante-coraggio ». E quando si è scoperto che non ha rispettato un vecchio foglio di via, la Cgil veneta è insorta: «Diamole una medaglia, altro che mandarla via. Non può essere punita per aver aiutato chi era in pericolo ».

È in arresto, è stata piantonata, rischia il rimpatrio immediato. Il processo per direttissima avrebbe dovuto celebrarsi ieri e invece non c'è stato. Si attende che venga dimessa. La sensazione è che intanto si cerchi una via d'uscita. La legge è chiarissima: la ragazza va espulsa. Però l'idea non piace a nessuno. «Ho pagato 4.400 euro per venire in Italia, sono entrata in pullman il 19 dicembre 2006 e quello stesso giorno la polizia ci ha fermato». Le danno un foglio di via. Lei rimane. Si stabilisce a Venezia, dove la comunità moldava è forte. Prima fa la baby sitter e la sarta, poi trova questo lavoro.
«Ho restituito 2.000 euro a chi mi ha pagato il viaggio, ne manc ano altri 2.400. Venezia è bella, ma un po' sporca, insomma non è come la mia Moldavia. Io ci voglio tornare, ma non così: prima voglio guadagnare un po'. Però sono stanca di non avere documenti, stanca di non poter fare un lavoro normale». Sostiene di aver chiesto il permesso, che non le hanno risposto. Massimiliano, il nipote dei Viviani, è pronto ad assumerla nella sua pizzeria. «Avevo già fatto domanda di assunzione per lei il 12 dicembre, tramite il patronato Uil, come badante. La quota per le moldave era esaurita. Lo sa com'è, è la legge».


Mario Porqueddu
08 marzo 2008

fonte http://www.corriere.it/cronache/

Odissea per un visto italiano

Moldavia
Odissea per un visto italiano
In Moldavia l'Italia non ha consolati, per chiedere il visto bisogna andare in Romania. Ma dal 1 gennaio il moldavi devono chiedere un visto anche per entrare Romania



ROMA - A capodanno, mentre a Bucarest brindavano all'ingresso nell'Ue, nella confinante Moldavia l'umore era nero. Diventate europee, le frontiere romene si chiudevano e anche venire in Italia diventava molto più complicato.

Grazie a un accordo tra Romania e Moldavia, fino a dieci giorni fa per oltrepassare la frontiera tra i due Paesi non serviva il visto, ma semplicemente un passaporto in corso di validità e qualche documento che giustificasse il viaggio. Ma alla mezzanotte del 31 dicembre 2006 la musica è cambiata: "Con l'ingresso nell'Ue la Romania ha dovuto applicare un regolamento comunitario con effetti immediati che stabilisce un elenco di Paesi terzi i cui cittadini sono sottoposti all'obbligo di visto. Tra questi paesi c'è anche la Moldavia, quindi dal primo gennaio è automaticamente decaduto quell'accordo bilaterale di libera circolazione" spiega l'avv. Mascia Salvatore.

La Romania è insomma diventata il confine est dell'Unione, ha dovuto aumentare la vigilanza anche per conto di tutti gli altri stati membri e i primi a farne le spese sono stati proprio i vicini moldavi.

Odissea per l'Italia
Con un' inevitabile reazione a catena, questa chiusura è andata a complicare la vita anche ai moldavi diretti in Italia. Il nostro Paese infatti, non ha una rappresentanza diplomatica in Moldavia, e ha incaricato quella di Bucarest di rilasciare anche i visti per i cittadini moldavi. Se ad esempio un cittadino moldavo viene assunto con i flussi da una famiglia italiana, deve quindi sobbarcarsi un viaggio lungo anche diverse centinaia di chilometri alla volta della capitale romena per chiedere al nostro consolato un visto d'ingresso per lavoro.

Ora i cittadini moldavi diretti in Italia sono costretti ad affrontare un'odissea: prima si devono procurare un visto per la Romania e, una volta arrivati a Bucarest, chiedere al nostro consolato quello per l'Italia. A complicare le cose, la situazione di emergenza in cui si è trovato inevitabilmente il consolato romeno di Chisinau, che da un giorno all'altro è stato preso d'assalto.

"Ci sono migliaia di moldavi in fila giorno e notte, solo una parte dei quali, ovviamente, diretti in Italia. Sono studenti, lavoratori, persone che hanno familiari in Romania, il rapporto tra i nostri Paesi è molto forte, basti pensare che, anche per evitare situazioni di questo tipo, centinaia di migliaia di moldavi hanno chiesto la cittadinanza romena" racconta Sorin Cehan direttore del settimanale Gazeta Romaneasca. Teoricamente, ci sarebbe la possibilità di prenotare un appuntamento on line, ma da giorni sul sito internet del consolato (http://chisinau.mae.ro/) al termine della procedura di prenotazione compare l'avviso: "Non ci sono più posti disponibili, vi preghiamo di riprovare".

"Ci sentiamo umiliati"
"Questa è l'ennesima pugnalata per i cittadini moldavi, ci siamo visti privare da un giorno all'altro della libertà di passare la frontiera" protesta Doina Babenco, presidentessa dell' Istituto di Cooperazione e Sviluppo fra l'Italia e la Moldavia. "Senza contare - aggiunge - che l'elenco dei documenti da presentare per ottenere il visto è lunghissimo: servono un'assicurazione medica, la garanzia dell'alloggio, la dimostrazione che si hanno almeno 50 euro per ogni giorno che si passerà in Romania, addirittura il casellario giudiziario. È umiliante". "Anche chi ha un permesso di soggiorno italiano - segnala ancora la presidentessa dell'ICSIM - deve chiedere il visto per entrare in Romania [dal momento che non è un Paese dell'aera Schengen n.d.r.], e questo crea problemi a chi vuole utilizzare voli che fanno scalo a Bucarest, dal momento quelli diretti per Chisinau partono solo da Roma".

Come uscire da questa situazione? "L'Italia potrebbe far rilasciare i visti per i moldavi al consolato in Ucraina, dove possiamo entrare liberamente, oppure aprire finalmente una rappresentanza a Chisinau, i tempi sono più che maturi" suggerisce Doina Babenco. La prima soluzione sembra la più facile, la seconda è la più giusta. Due mesi fa, in un'intervista a Stranieriinitalia.it, il sottosegretario agli Esteri Franco Danieli ha annunciato un riorganizzazione della nostra rete consolare, che "tenga conto che l'Italia da paese di emigrazione si è trasformato in Paese di immigrazione". All'ordine del giorno c'è inevitabilmente l'apertura di nove sedi: perché non iniziare proprio da Chisinau?

(11 gennaio 2007)

Elvio Pasca


fonte http://www.stranieriinitalia.it/news/moldavi11gen2007.htm

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